Come dare le dimissioni online: la procedura spiegata semplice
Come si danno le dimissioni? Preavviso, decorrenza e modifica delle dimissioni online: come si danno, tutto quello che devi sapere per essere in regola.
19/10/2026 07:56:00
Con la riforma del lavoro, introdotta dal Governo Renzi, il Jobs Act , dal 12 marzo 2016 sono cambiate molte cose per i lavoratori: fra queste, una sostanziale modifica riguarda le dimissioni e, in generale, le risoluzioni consensuali dei rapporti di lavoro in essere. La riforma ha reso le dimissioni un processo telematico, semplificando e velocizzando la procedura. Ecco tutto quello che devi sapere per dare le dimissioni online in modo corretto e non avere problemi.
Indice dei contenuti
- Come si danno le dimissioni nel 2026?
- Dimissioni online: chi può presentarle
- Dimissioni online per giusta causa
- Dimissioni: le altre modalità abilitate
- Come dare le dimissioni telematiche: la procedura
- Dimissioni online: come si revocano
- Cosa fare dopo aver dato le dimissioni online
- Quanto è il tempo di preavviso per le dimissioni?
- Dimissioni online e TFR: cosa succede
- Domande frequenti sulle dimissioni online
Come si danno le dimissioni nel 2026?
Se ti stai chiedendo come licenziarsi online nel 2026 devi innanzitutto sapere che, rispetto a prima del 2016, non ci sono modifiche ma rimane sempre importante essere consapevoli delle tempistiche e delle modalità legate all'invio delle dimissioni online.
Dimissioni online: chi può presentarle
Dal 2016 in avanti le dimissioni devono essere comunicate esclusivamente online tramite una procedura telematica gestibile tramite il portale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, secondo la normativa introdotta nel Decreto Legislativo n. 151/2015. Questa modalità di comunicazione online è obbligatoria per tutti i lavoratori, salvo alcune eccezioni specifiche.
Sono tenuti a comunicare le dimissioni online tutti i lavoratori dipendenti del settore privato. Sono invece esclusi dalla procedura telematica:
- i lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter), per i quali rimane in vigore la lettera di dimissioni in formato cartaceo;
- i lavoratori della Pubblica Amministrazione;
- i lavoratori marittimi;
- i tirocinanti;
- i casi in cui le dimissioni vengono convalidate presso l'Ispettorato Territoriale del Lavoro, come nel caso delle lavoratrici in gravidanza, dei genitori che si dimettono durante i primi tre anni di vita del bambino.
Va ricordato che non è necessario presentare alcuna motivazione per le dimissioni e che una delle poche regole da tenere a mente per l’interruzione del rapporto lavorativo da parte del dipendente è quella di rispettare i termini di preavviso così come sono stabiliti dai vari CCNL o da altri accordi fra le parti.
Le modalità e il modulo di dimissioni online da presentare, eventuale revoca e altre regole tecniche sono state definite nel Decreto Ministeriale del 15 dicembre 2015.
Dimissioni online per giusta causa
Le dimissioni per giusta causa si verificano quando il datore di lavoro adotta comportamenti da rendere impossibile la prosecuzione del rapporto di lavoro. Rientrano in questa categoria il mancato pagamento della retribuzione, le molestie, il mobbing, le modifiche sostanziali delle mansioni in peggioramento o le violazioni gravi degli obblighi contrattuali.
In questi casi il lavoratore può dimettersi con effetto immediato, senza rispettare il periodo di preavviso. Le conseguenze sono significativamente diverse rispetto alle dimissioni volontarie ordinarie:
- il lavoratore non è tenuto a rispettare il preavviso;
- è il datore di lavoro a dover corrispondere al lavoratore l'indennità sostitutiva del preavviso;
- il lavoratore ha diritto ad accedere alla NASpI, l'indennità di disoccupazione che nelle dimissioni volontarie ordinarie generalmente non spetta.
La procedura telematica rimane obbligatoria anche in caso di dimissioni per giusta causa. Prima di procedere è fortemente consigliabile documentare le ragioni che motivano la giusta causa e, se necessario, rivolgersi a un consulente del lavoro o a un rappresentante sindacale per valutare la solidità delle proprie ragioni.
Dimissioni: le altre modalità abilitate
La procedura online per presentare le dimissioni è molto semplice e può essere eseguita personalmente dal lavoratore ma, in ogni caso, il Decreto Ministeriale sopra citato ha fornito allo stesso la possibilità di rivolgersi a soggetti giuridicamente abilitati quali:
- patronati;
- organizzazioni sindacali;
- commissioni di certificazione;
- enti bilaterali;
- consulenti del lavoro;
- sedi territoriali dell’Ispettorato nazionale del lavoro.
Come dare le dimissioni telematiche: la procedura
Come detto, di base, la procedura per le dimissioni online è pensata per essere condotta ed eseguita personalmente dal soggetto interessato.
Per chi non si avvale dell’assistenza di soggetti abilitati, ecco come dare le dimissioni online in modo corretto. Innanzitutto, la procedura prevede le dimissioni online con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
Non hai ancora lo SPID? Lo puoi attivare seguendo le istruzioni presenti sul portale spid.gov.it. Trovi invece tutte le informazioni utili per richiedere la CIE sul sito del Ministero dell’Interno.
Una volta in possesso delle credenziali sarà sufficiente accedere al sito del Ministero del Lavoro e compilare il form online che permette di recuperare i dettagli relativi al rapporto di lavoro dal quale si intende dimettersi.
Nel caso in cui le dimissioni siano per rapporti lavorativi nati dal 2008 in avanti, il sistema prevede che questi siano automaticamente recuperati e completi di data di avvio, eventuali proroghe, trasformazione o rettifiche più recenti e andranno inseriti solo alcuni altri dati personali. Mentre, per dimissioni per rapporti nati prima del 2008, andranno indicati anche alcuni dati del datore di lavoro come codice fiscale, comune della sede di lavoro e un indirizzo e-mail o PEC.
Il passo successivo è quello di selezionare il tipo di comunicazione:
- dimissioni volontarie;
- risoluzione consensuale;
- revoca.
Dopodiché andranno confermati i dati inseriti. A questo punto, il modello così compilato potrà essere salvato in formato PDF e questo sarà inviato automaticamente al datore di lavoro dall’indirizzo di sistema dimissionivolontarie@pec.lavoro.gov.it e all’ITL competente.
Il sistema delle dimissioni telematiche invia notifiche tramite APP IO agli utenti in due occasioni: quando viene inserita una revoca delle dimissioni e quando scade il periodo di revocabilità di 7 giorni.
Dimissioni online: come si revocano
Il modello di dimissioni online salvato verrà associato a un codice identificativo e alla marca temporale, ovvero la data di trasmissione. Con questi due elementi sarà possibile annullare la procedura nel caso si decidesse di revocare le dimissioni entro 7 giorni successivi alla comunicazione.
Trascorsi i 7 giorni, la revoca unilaterale non è più possibile. Per annullare le dimissioni sarà necessario ottenere il consenso del datore di lavoro, che potrà accettare o rifiutare senza obbligo di motivazione.
Cosa fare dopo aver dato le dimissioni online
Una volta inviato il modulo telematico, è utile conservare la ricevuta con il codice identificativo e la marca temporale rilasciati dal sistema: sono gli elementi che attestano l'avvenuta trasmissione e che servono in caso di revoca o di eventuale contestazione.
Durante il periodo di preavviso, il lavoratore è tenuto a continuare a svolgere regolarmente la propria attività lavorativa, a meno che il datore di lavoro non decida di dispensarlo dal preavviso. È buona prassi gestire con cura il passaggio di consegne, documentando le attività in corso e trasferendo le informazioni necessarie ai colleghi o al proprio sostituto.
Alla cessazione del rapporto, il datore di lavoro è tenuto a consegnare al lavoratore alcuni documenti fondamentali:
- la Certificazione Unica (CU) ai fini della dichiarazione dei redditi;
- il prospetto di liquidazione del TFR;
- se richiesta, la lettera di referenze.
È opportuno verificare di aver ricevuto tutta la documentazione prima di formalizzare la chiusura del rapporto.
Quanto è il tempo di preavviso per le dimissioni?
Anche il periodo di preavviso è un aspetto fondamentale quando si rassegnano le dimissioni. Si tratta del lasso di tempo che intercorre tra la comunicazione delle dimissioni e la fine del rapporto lavorativo. La durata del preavviso varia in base al contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) di riferimento, al ruolo ricoperto e all' anzianità di servizio del lavoratore.
Per i lavoratori a tempo indeterminato, il preavviso è obbligatorio e serve a permettere al datore di lavoro di organizzarsi per trovare un sostituto e garantire una transizione ordinata. In alcuni casi, le parti possono accordarsi per un periodo di preavviso più lungo o più breve rispetto a quanto stabilito dal CCNL, purché entrambe le parti siano d'accordo.
Se il lavoratore non rispetta il periodo di preavviso stabilito, il datore di lavoro può trattenere una penale dall'ultima busta paga, detta indennità di mancato preavviso, che corrisponde alla retribuzione che il lavoratore avrebbe guadagnato se avesse continuato a lavorare durante il periodo di preavviso.
Nel caso di contratti a tempo determinato, il rapporto di lavoro ha già una scadenza stabilita. Se il lavoratore intende dimettersi prima della scadenza, le regole sul preavviso dipendono dal CCNL applicabile e dal contratto individuale. In caso di dimissioni anticipate senza giusta causa, il lavoratore potrebbe essere tenuto a risarcire il datore di lavoro per il danno subito.
Dimissioni online e TFR: cosa succede
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) spetta al lavoratore in tutti i casi di cessazione del rapporto di lavoro, incluse le dimissioni volontarie. Dimettersi non fa perdere il diritto al TFR maturato durante gli anni di servizio.
Il datore di lavoro è tenuto a erogare il TFR entro i termini previsti dal CCNL applicabile, in genere entro 30-45 giorni dalla cessazione del rapporto, anche se i tempi effettivi possono variare. Insieme al TFR, il lavoratore ha diritto a ricevere il saldo di tutte le competenze maturate: le ferie non godute, i permessi non fruiti, i ratei di tredicesima e, se prevista, di quattordicesima.
Un aspetto da tenere presente: se il lavoratore non ha rispettato il periodo di preavviso, il datore di lavoro può trattenere dall'ultima busta paga l'indennità sostitutiva del preavviso, che in alcuni casi può ridurre l'importo netto complessivamente percepito alla cessazione.
Come si comunicano le dimissioni al datore di lavoro?
A conclusione di questo approfondimento, abbiamo pensato di fornirti anche alcuni consigli utili su come comunicare le dimissioni volontarie al proprio responsabile, indipendentemente dalla procedura obbligatoria delle dimissioni online sul sito del Ministero del Lavoro che permetterà di comunicare al datore di lavoro in modo ufficiale le tue dimissioni.
Comunicare le dimissioni al proprio datore di lavoro, infatti, è un passaggio delicato che richiede attenzione e professionalità. La modalità migliore per farlo è sempre quella di avere un incontro diretto, preferibilmente faccia a faccia. Questo approccio personale non solo dimostra rispetto per il datore di lavoro, ma favorisce anche una transizione più serena e professionale. È consigliabile pianificare l'incontro con anticipo, scegliendo un momento che non coincida con periodi di alta intensità lavorativa o scadenze cruciali.
Durante l'incontro, è importante mantenere un tono rispettoso e positivo, concentrandosi sui motivi professionali che hanno portato alla decisione di dimettersi, evitando di entrare in dettagli negativi o critiche personali. Se non possibile un incontro di persona, l'uso di una lettera di dimissioni o e-mail è un'alternativa valida, ma va sempre seguita da una comunicazione verbale.
Domande frequenti sulle dimissioni online
Come si danno le dimissioni online da soli?
Accedendo al portale del Ministero del Lavoro con SPID, CIE o CNS, compilando il modulo online con i dati del rapporto di lavoro e indicando la data di decorrenza. Il sistema recupera automaticamente i dati del contratto per i rapporti avviati dal 2008 in poi. Una volta inviato, il modulo viene trasmesso automaticamente al datore di lavoro e alla Direzione Territoriale del Lavoro competente.
Quanto tempo ci vuole per dare le dimissioni online?
La compilazione del modulo richiede pochi minuti se si hanno a portata di mano le credenziali SPID, CIE o CNS e i dati del rapporto di lavoro. L'invio è immediato. I tempi complessivi del processo dipendono invece dal periodo di preavviso previsto dal proprio CCNL, che può variare da pochi giorni a diversi mesi.
Che giorno mettere nelle dimissioni online?
Nel campo "data di decorrenza" va inserito il giorno successivo all'ultimo giorno di lavoro, calcolato tenendo conto del periodo di preavviso previsto dal CCNL. Alcuni contratti collettivi stabiliscono che il preavviso decorra dal 1° o dal 16° del mese. È importante verificare le regole specifiche del proprio contratto prima di compilare il modulo.
Cosa succede se si sbaglia la data nelle dimissioni online?
È possibile rimediare in due modi: revocando le dimissioni entro 7 giorni dalla trasmissione del modulo e ripresentandole con la data corretta, oppure comunicando l'errore direttamente al datore di lavoro, che provvederà alla rettifica nei documenti ufficiali.
Le dimissioni online valgono anche senza lettera scritta al datore di lavoro?
Sì. Dal 12 marzo 2016 la procedura telematica è l'unica forma giuridicamente valida per presentare le dimissioni nel settore privato. La lettera scritta non ha valore legale autonomo e non è obbligatoria. Alcune aziende possono richiederla per procedure interne, ma non sostituisce né integra la comunicazione telematica obbligatoria.
I lavoratori del settore pubblico possono dare le dimissioni online?
No. La procedura telematica obbligatoria introdotta dal D.Lgs. 151/2015 si applica esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato. I dipendenti della Pubblica Amministrazione seguono una disciplina diversa: le dimissioni vengono presentate secondo le modalità previste dal proprio contratto collettivo del comparto pubblico e dalle disposizioni del datore di lavoro pubblico di riferimento. In genere è richiesta una comunicazione scritta formale, con il rispetto dei termini di preavviso stabiliti dal CCNL del comparto di appartenenza.
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Fonti
https://www.avvocatoflash.it/blog/diritto-del-lavoro/come-fare-dimissioni-online
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-09-14;151~art26!vig=
https://www.lavoro.gov.it/strumenti-e-servizi/Dimissioni-volontarie/Pagine/default
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