Differenza stipendio uomini donne: il Report 2026 di AlmaLaurea
Il Report AlmaLaurea evidenzia una differenza di stipendio tra uomini e donne che può superare il 15%. Scopri dati, cause e impatto sul lavoro in Italia.
26/03/2026 16:34:00
Il tema della differenza di stipendio tra uomini e donne continua a rappresentare uno dei principali indicatori delle disuguaglianze nel mercato del lavoro. Il cosiddetto gender pay gap riguarda la distanza tra le retribuzioni medie percepite da uomini e donne e viene utilizzato per analizzare quanto le opportunità economiche siano distribuite in modo equilibrato tra i generi.
Il Rapporto di genere 2026 condotto da AlmaLaurea conferma che la differenza di stipendio tra uomini e donne emerge già nei primi anni dopo la laurea e tende a consolidarsi nel tempo. A cinque anni dal conseguimento del titolo, i laureati uomini percepiscono mediamente una retribuzione più alta rispetto alle laureate, con uno scarto che può superare il 15%.
Differenza di stipendio tra uomini e donne in Italia: i dati del Report AlmaLaurea
Secondo il report AlmaLaurea, la differenza di stipendio tra uomini e donne in Italia è evidente già nei primi anni di carriera.
A cinque anni dalla laurea, i dati mostrano che:
- tra i laureati di primo livello le donne percepiscono in media 1.686 euro netti al mese, mentre gli uomini raggiungono 1.935 euro;
- tra i laureati magistrali lo stipendio medio è di 1.722 euro per le donne contro 2.012 euro per gli uomini.
Questo significa che, a parità di titolo di studio, le donne guadagnano mediamente 250-300 euro in meno al mese rispetto ai colleghi uomini.
Il divario retributivo corrisponde, come anticipato in precedenza, a circa il 15% in meno rispetto alla retribuzione maschile.
Chi guadagna di più tra uomini e donne?
Alla domanda “Chi guadagna di più tra uomini e donne?”, i dati del report mostrano una risposta chiara: mediamente gli uomini percepiscono stipendi più alti.
Il fenomeno non dipende solo dalla retribuzione base, ma anche da altri fattori legati al mercato del lavoro. Gli uomini, infatti, hanno più spesso contratti a tempo indeterminato rispetto alle donne.
Secondo l’indagine di AlmaLaurea, il 57,8% degli uomini a cinque anni dalla laurea ha un contratto stabile, mentre la quota scende al 52,1% tra le donne.
Inoltre, gli uomini risultano più presenti nelle professioni considerate di livello più elevato o meglio retribuite, fattore che contribuisce ad ampliare la differenza di stipendio tra uomini e donne.
Differenze di stipendio tra uomini e donne nelle discipline STEM
Il divario retributivo si manifesta anche nelle aree disciplinari considerate più tecniche.
Le donne rappresentano circa il 41,1% dei laureati nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics). Tuttavia, questa quota è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi anni e non ha registrato una crescita significativa.
Anche tra i laureati STEM si osserva una differenza di stipendio tra uomini e donne, oltre a una maggiore disoccupazione femminile, seppur in un contesto di elevata occupabilità complessiva.
Questo dimostra che la scelta di percorsi di studio tecnico-scientifici non elimina automaticamente il divario di genere nel mercato del lavoro.
Laureate più numerose e con risultati migliori, ma con stipendi più bassi
I dati di AlmaLaurea evidenziano come il divario tra uomini e donne nel lavoro emerga già osservando i risultati universitari e gli esiti occupazionali nei primi anni dopo la laurea.
Il rapporto AlmaLaurea evidenzia alcuni dati significativi:
- le donne rappresentano quasi il 60% dei laureati;
- si laureano più spesso nei tempi previsti rispetto agli uomini;
- ottengono mediamente voti di laurea più alti.
Nonostante questi risultati accademici migliori, il vantaggio non si traduce automaticamente in migliori condizioni occupazionali.
Un altro elemento rilevante riguarda la cosiddetta segregazione formativa, ovvero la tendenza a scegliere percorsi di studio differenti tra uomini e donne. Ad esempio, nei corsi legati all’educazione e alla formazione la presenza femminile supera il 95% mentre in altri ambiti tecnici la partecipazione femminile resta più bassa.
Queste dinamiche contribuiscono a creare percorsi professionali differenti che possono influenzare anche i livelli salariali.
Il divario aumenta con la maternità
Un dato particolarmente significativo riguarda l’impatto della maternità sulla differenza di stipendio tra uomini e donne.
Secondo il report, lo svantaggio economico femminile può aumentare in presenza di figli. In questi casi il divario retributivo può arrivare a superare il 30%.
Questo fenomeno è spesso collegato a diversi fattori:
- maggiore difficoltà nel conciliare lavoro e vita familiare;
- maggiore ricorso al part-time;
- interruzioni o rallentamenti nella carriera professionale.
Si tratta di dinamiche che incidono sulla progressione professionale e sulla crescita delle retribuzioni nel lungo periodo.
Fattori d’influenza e possibili soluzioni
La differenza di stipendio tra uomini e donne è il risultato di diversi fattori economici, sociali e culturali.
Tra le principali cause del divario retributivo rientrano:
- differenze nei settori professionali scelti;
- maggiore presenza maschile nelle posizioni dirigenziali;
- maggiore diffusione del lavoro part-time tra le donne;
- interruzioni di carriera legate alla maternità;
- minore accesso alle posizioni più retribuite.
Per ridurre queste differenze sono stati introdotti nuovi strumenti normativi orientati alla trasparenza retributiva e alla promozione della parità di genere sul lavoro. In questa direzione si inserisce anche il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea 2023/970 sulla trasparenza salariale, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri nel febbraio 2026.
Un tema centrale per il futuro del lavoro
Il gender pay gap non riguarda solo una questione di equità di genere ma anche il funzionamento del mercato del lavoro e lo sviluppo economico.
Ridurre la differenza di stipendio tra uomini e donne significa valorizzare pienamente il capitale umano, migliorare le opportunità professionali e favorire un mercato del lavoro più inclusivo.
I dati del Report AlmaLaurea 2026 mostrano che il percorso verso una reale parità retributiva è ancora in evoluzione, ma evidenziano anche la crescente attenzione verso questo tema nelle politiche del lavoro e nelle strategie delle organizzazioni.
Domande frequenti sul gender pay gap
Qual è la differenza di stipendio tra uomini e donne?
La differenza di stipendio tra uomini e donne, chiamata gender pay gap, indica lo scarto medio tra le retribuzioni percepite dai lavoratori e dalle lavoratrici. In Italia il divario varia a seconda del settore, dell’età e della posizione professionale. Secondo il Rapporto AlmaLaurea 2026, a cinque anni dalla laurea le donne guadagnano mediamente circa il 15% in meno rispetto agli uomini.
La differenza di stipendio tra uomini e donne esiste anche a parità di titolo di studio?
Sì. I dati mostrano che il divario può emergere anche tra persone con lo stesso livello di istruzione. Il Report AlmaLaurea evidenzia che, a cinque anni dalla laurea, gli uomini percepiscono in media stipendi più alti rispetto alle donne anche con titoli di studio simili.
Il gender pay gap riguarda solo alcuni settori?
No. Il divario retributivo può manifestarsi in molti ambiti professionali, anche se con intensità diverse.
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