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Se sei in malattia puoi lavorare in Smart Working?

Quando si apre un periodo di malattia con certificato medico, il rapporto di lavoro non si interrompe ma la prestazione è sospesa: il lavoratore ha diritto al riposo e alla tutela economica prevista dal contratto di lavoro e dalla legge. In questo quadro, lavorare comunque da casa in smart working non è una possibilità automatica e potrebbe comportare anche alcuni rischi.

Di seguito una panoramica su cosa prevede la normativa, quali sono le valutazioni da fare e cosa non è consentito durante la malattia.

 

Cosa significa essere in malattia per il lavoratore subordinato?

La malattia è una causa legale di sospensione della prestazione lavorativa. Nello specifico:

  • il certificato del medico: attesta una riduzione o impossibilità della capacità lavorativa per un certo periodo;
  • durante la malattia:
  • l’obbligo di lavorare è sospeso;
  • il datore di lavoro non può pretendere la prestazione;
  • il lavoratore deve rispettare le prescrizioni mediche e le fasce di reperibilità per eventuali visite di controllo INPS, quando previste.

La normativa italiana non prevede un divieto assoluto di svolgere qualunque attività durante la malattia, ma la giurisprudenza chiarisce che ogni attività deve essere compatibile con lo stato di salute e non deve rallentare o compromettere la guarigione. In caso contrario, il datore può contestare la condotta, arrivando anche al licenziamento per giusta causa.

 

In malattia si può lavorare in Smart Working?

La regola generale è che malattia e prestazione lavorativa non dovrebbero coesistere. Lo smart working è una modalità di esecuzione del lavoro subordinato disciplinata dalla Legge 81/2017, che prevede parità di diritti e doveri rispetto al lavoro svolto in presenza.

Questo significa che, se sei in malattia:

  • non sei tenuto a lavorare, nemmeno da casa;
  • il datore non dovrebbe chiederti di farlo;
  • continuare a lavorare mentre percepisci l’indennità di malattia può creare problemi sul piano disciplinare e previdenziale.

 

Quando lo smart working è incompatibile con la malattia?

Lo smart working è di fatto lavoro a tutti gli effetti. Se il medico certifica una incapacità lavorativa totale o la necessità di riposo, continuare a svolgere la stessa attività da casa è incoerente con quanto attestato nel certificato.

In particolare, lavorare in smart working durante la malattia può essere ritenuto scorretto quando:

  • le mansioni al computer o telefoniche sono le stesse svolte in azienda;
  • la patologia richiede riposo e limitazione dello sforzo anche mentale;
  • l’attività lavorativa può ritardare la guarigione o peggiorare la condizione.

In questi casi il datore potrebbe contestare la condotta e, nei casi più gravi, arrivare a un licenziamento, oltre alla possibile perdita dell’indennità di malattia se venisse accertata l’insussistenza dello stato morboso.

 

Quando si valuta un rientro in smart working?

Diverso è il caso in cui:

  • la patologia non impedisce in modo assoluto lo svolgimento dell’attività;
  • il lavoratore, d’accordo con il medico, ritiene di poter riprendere prima, ma da remoto;
  • il datore è disponibile a riorganizzare il lavoro in modalità agile.

In pratica, questo dovrebbe tradursi in una fine del periodo di malattia (con eventuale nuovo certificato) e in un rientro in servizio in smart working, non in una sovrapposizione tra malattia aperta e lavoro da casa.

 

Che cosa rischi se lavori mentre sei in malattia?

Le conseguenze possibili, se viene accertato che lavori durante un periodo di malattia in condizioni incompatibili con lo stato dichiarato, possono essere:

  • contestazione disciplinare;
  • licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, se l’attività è incompatibile con la guarigione o rivela una simulazione della malattia;
  • recupero delle somme di malattia indebitamente percepite.

 

Malattia, smart working e mansioni: alcuni esempi

Per capire meglio il rapporto tra malattia e lavoro da casa, è utile guardare ad alcuni esempi tipici.

 

Patologia che impedisce di recarsi in azienda, ma non di lavorare da casa

Se il problema è solo lo spostamento (per esempio una frattura che limita la mobilità, ma non la capacità di lavorare al computer), è possibile che, invece del certificato di malattia, si valuti:

  • un periodo di lavoro in smart working;
  • eventuali adattamenti della postazione e dei carichi.

La scelta però spetta al medico (via certificazione) e all’azienda, non è un automatismo.

 

Patologia che richiede riposo completo

Per malattie acute che richiedono riposo, cure e limitazione dello stress fisico o mentale, lavorare, anche da casa, è in contrasto con la finalità stessa dell’assenza per malattia. In queste situazioni, l’indicazione prevalente resta il recupero della salute.

 

Patologie croniche e rientro graduale

Per alcune patologie croniche, la normativa più recente prevede, in casi specifici, diritti a congedi non retribuiti, maggiore flessibilità e accesso prioritario allo smart working, per favorire la continuità lavorativa. Si tratta però di misure che si applicano in fase di rientro o gestione ordinaria della prestazione, non di regola per lavorare mentre si è formalmente in malattia.

 

Cosa non puoi fare quando sei in malattia?

Durante la malattia la condotta del lavoratore viene valutata in base a due criteri:

  • coerenza con lo stato di salute;
  • assenza di pregiudizio per la guarigione.

In linea generale, non è consentito:

  • svolgere attività lavorative (anche per altri datori) incompatibili con la patologia;
  • viaggiare o allontanarsi in modo non giustificato dalla residenza durante le fasce di reperibilità, dove previste.

La giurisprudenza ha chiarito che non esiste un divieto generale di svolgere attività durante la malattia, ma quello che conta è se la condotta sia compatibile con le condizioni di salute e con gli obblighi di correttezza e buona fede verso il datore di lavoro.

 

Malattia, smart working e tutele per i lavoratori “fragili”

Negli ultimi anni il legislatore ha introdotto e ampliato misure specifiche per lavoratori con:

  • patologie oncologiche
  • malattie croniche gravi
  • situazioni invalidanti.

Per questi lavoratori, in presenza di certi requisiti e certificazioni, possono essere riconosciuti:

  • periodi di congedo non retribuito di lunga durata;
  • diritti rafforzati a forme di lavoro agile, se compatibili con le mansioni;
  • maggiori tutele nel rientro progressivo al lavoro.

Anche in questo caso, però, smart working e malattia sono strumenti distinti: lo smart working è una modalità di svolgimento della prestazione; la malattia è sospensione della prestazione per motivi di salute.

 

Come comportarti in pratica se sei in malattia?

Se sei in malattia e ti chiedi se puoi lavorare in smart working, i passaggi fondamentali da ricordarsi sono:

  • verificare con il medico se le condizioni di salute consentono un rientro anticipato, anche solo da remoto;
  • in caso di idoneità, valutare con il medico se chiudere o ridurre il periodo di malattia;
  • confrontati con il datore di lavoro o con l’ufficio HR per capire se è possibile organizzare il lavoro in modalità agile;
  • rispetta sempre le prescrizioni mediche e le indicazioni dell’azienda.

 

Domande frequenti su malattia e smart working

Chi è in malattia può lavorare da casa in smart working?

In linea generale no: la malattia sospende la prestazione lavorativa e serve a garantire riposo e guarigione.

Cosa succede se lavoro mentre sono in malattia?

Se l’attività svolta è incompatibile con lo stato di salute dichiarato o rallenta la guarigione, il datore può contestare la condotta, arrivando anche al licenziamento. In caso di simulazione o abuso, si rischia inoltre la perdita dell’indennità di malattia.

Cosa non puoi fare quando sei in malattia?

Non puoi svolgere attività fisiche o lavorative che contrastano con la diagnosi, né allontanarti dalle fasce di reperibilità senza motivo. In generale vanno evitati comportamenti che mettano in dubbio la veridicità della malattia o ritardino il recupero della salute.

Se sto meglio posso chiedere di rientrare in smart working?

Sì, se il medico certifica che sei nuovamente idoneo al lavoro, il rientro può avvenire anche in modalità agile, se l’azienda lo consente. In questo caso il periodo di malattia si chiude e lo smart working diventa una modalità ordinaria di svolgimento della prestazione.

 

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