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Permessi per malattia del figlio: regole, durata e diritti dei lavoratori

Il congedo o permesso per malattia del figlio è il diritto che permette al genitore lavoratore dipendente di assentarsi dal lavoro per assistere il bambino quando è malato. In Italia è disciplinato dal decreto legislativo 151/2001 e riguarda sia il settore privato sia quello pubblico, con possibili condizioni di maggior favore previste dai contratti collettivi.

 

Che cosa sono i permessi per malattia del figlio

La denominazione tecnica prevista dal decreto legislativo 151/2001 è “congedo per la malattia del figlio”, definito come l’astensione facoltativa dal lavoro della lavoratrice o del lavoratore in dipendenza della malattia stessa.

Si tratta di un’assenza giustificata dal lavoro collegata esclusivamente alla malattia del minore, certificata dal pediatra o da un medico del Servizio sanitario nazionale. Il congedo per malattia del figlio è da non confondere con:

  • il congedo parentale, che serve per la cura del figlio anche se non è malato;
  • i permessi retribuiti o le ferie, che possono essere usati in alternativa per non perdere retribuzione.

 

Chi ha diritto al congedo per malattia del figlio

Hanno diritto ai permessi per malattia del figlio:

  • i genitori lavoratori dipendenti, pubblici o privati, compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperative;
  • i genitori adottivi o affidatari, con regole specifiche per l’età di ingresso del minore in famiglia.

Il diritto è esercitato dai genitori alternativamente, non in contemporanea sullo stesso figlio, salvo previsioni di miglior favore di alcuni contratti collettivi o accordi specifici.

I lavoratori autonomi, i liberi professionisti e gli altri soggetti non subordinati non rientrano nel perimetro del congedo per malattia del figlio e possono utilizzare solo ferie, permessi contrattuali o sospensioni concordate, se previste.

 

Quanti giorni di permesso spettano in base all’età del figlio?

Le regole principali dipendono dall’età del bambino.

 

Fino ai 3 anni di età

Per ogni figlio fino a 3 anni, ciascun genitore ha diritto ad assentarsi:

  • per tutto il periodo corrispondente alla malattia del bambino, senza un limite massimo di giorni, purché i genitori si alternino e non siano assenti contemporaneamente.

Il diritto è riconosciuto per ogni figlio separatamente. La durata segue gli anni di vita del bambino, da compleanno a compleanno, non l’anno solare.

 

Da 3 a 8 anni di età

Per ogni figlio con età compresa tra 3 e 8 anni, ciascun genitore, sempre in via alternativa, può astenersi dal lavoro:

  • fino a un massimo di 5 giorni lavorativi all’anno per ogni figlio.

Anche in questo caso il limite si riferisce all’anno di vita del minore. I 5 giorni complessivi, per ciascun genitore e per ciascun figlio, possono essere frazionati in più episodi di malattia.

 

Oltre gli 8 anni di età

Oltre gli 8 anni, la legge non prevede più un congedo specifico per malattia del figlio. L’assenza per assistere un figlio malato può essere gestita con:

  • ferie;
  • permessi retribuiti previsti dal contratto;
  • altri congedi familiari o straordinari, quando ne ricorrono i presupposti.

Per figli adottivi o affidati con età tra 6 e 12 anni al momento dell’ingresso in famiglia, il congedo per malattia del figlio (5 giorni l’anno) è utilizzabile nei primi 3 anni dall’ingresso.

 

Permessi per malattia del figlio, retribuzione e contributi

La legge non prevede un’indennità economica per i permessi causa malattia del figlio. I periodi di congedo sono, di regola, non retribuiti, sia nel settore privato sia in quello pubblico, salvo condizioni di miglior favore previste dai contratti collettivi.

Sul piano previdenziale:

  • il decreto legislativo 151/2001 riconosce la copertura contributiva per i periodi di congedo per malattia del figlio, secondo le regole fissate dall’INPS;
  • nel settore privato, per i 5 giorni annui tra i 3 e gli 8 anni, i contributi sono figurativi su base convenzionale, con possibilità di integrazione volontaria.

Alcuni datori pubblici applicano regole più favorevoli. Per sapere se e in che misura i permessi per la malattia del figlio sono retribuiti, è necessario verificare il contratto collettivo di categoria e gli eventuali regolamenti aziendali.

 

Come richiedere il permesso per malattia del figlio

La procedura standard per ottenere il permesso per malattia del figlio prevede alcuni passaggi essenziali.

Il genitore deve:

  • rivolgersi al pediatra o a un medico del Servizio sanitario nazionale per il certificato di malattia del figlio, con indicazione della durata e della persona che lo assiste;
  • far trasmettere il certificato in via telematica all’INPS, nei casi in cui è previsto, o consegnarlo secondo le modalità interne dell’ente o azienda;
  • comunicare tempestivamente l’assenza al datore di lavoro, specificando che si tratta di congedo per malattia del figlio;
  • presentare, se richiesto, un’autocertificazione che indichi i giorni di assenza già fruiti dall’altro genitore per lo stesso figlio.

L’assenza per malattia del figlio non è soggetta alle visite fiscali previste per la malattia del lavoratore, ma la documentazione può essere oggetto di controlli formali da parte del datore di lavoro o dell’INPS.

 

Come funzionano i permessi tra i genitori?

La legge stabilisce che i permessi per malattia del figlio spettano a entrambi i genitori, ma in via alternativa. Questo significa che, per lo stesso giorno e per lo stesso bambino, non possono essere in congedo entrambi, salvo eventuali eccezioni contrattuali.

Per i figli gemelli o per più figli malati nello stesso periodo, la giurisprudenza e le prassi applicative ammettono in genere che ciascun genitore assista un figlio diverso, con apposita dichiarazione, a condizione che non si superino i limiti di legge e di contratto.

 

Permessi per malattia del figlio e altri strumenti di tutela

Il congedo per malattia del figlio si colloca accanto ad altri istituti di conciliazione vita-lavoro.

 

Congedo parentale

È un’astensione facoltativa per la cura del figlio nei primi anni di vita, anche se non è malato. È distinta dalla malattia del figlio e prevede limiti di durata e indennità parzialmente retribuite, regolati da norme specifiche e aggiornati di frequente nelle leggi di bilancio e nella prassi INPS.

 

Permessi legge 104 e congedi straordinari

Riguardano l’assistenza a familiari con disabilità grave e seguono regole proprie, diverse dalla malattia “ordinaria” dei figli.

 

Ferie e permessi retribuiti

Possono essere utilizzati dal genitore che preferisca non ridurre la retribuzione, in accordo con il datore di lavoro, al posto dei permessi non retribuiti per malattia del figlio.

In nessun caso le ore o i giorni di congedo per malattia del figlio già riconosciuti come tali devono essere “recuperati” mediante prestazioni aggiuntive, salvo diverso accordo volontario che trasformi l’assenza in altra tipologia (ferie, banca ore, permesso retribuito).

 

Domande frequenti sui permessi per malattia dei figli

Come funziona il permesso per malattia del figlio?

Il congedo per malattia del figlio consente al genitore dipendente di assentarsi dal lavoro quando il bambino è malato, con certificato del pediatra. Fino ai 3 anni la durata è illimitata, tra 3 e 8 anni spettano 5 giorni annui per ciascun genitore.

Quanti giorni di malattia si possono prendere per i figli?

Per ogni figlio fino a 3 anni i genitori, alternativamente, possono assentarsi per tutto il periodo di malattia. Dai 3 agli 8 anni ciascun genitore ha diritto a 5 giorni lavorativi l’anno per figlio. Oltre gli 8 anni non esistono più permessi specifici, salvo deroghe contrattuali.

Come richiedere il permesso per malattia figlio?

Serve il certificato del pediatra che attesti la malattia e i giorni di assistenza. Il medico trasmette il certificato all’INPS, se previsto, e il genitore comunica tempestivamente l’assenza al datore di lavoro, allegando la documentazione e le eventuali autocertificazioni richieste.

Quando mio figlio sta male posso assentarmi dal lavoro?

Se sei un lavoratore dipendente e tuo figlio ha meno di 8 anni, puoi usare il congedo per malattia del figlio nei limiti previsti dall’età. In alternativa, puoi concordare ferie o permessi retribuiti. Per figli più grandi valgono solo ferie, permessi o altri congedi specifici.

I permessi per malattia del figlio sono retribuiti?

La legge prevede che i periodi di congedo per malattia del figlio siano in genere non retribuiti, pur garantendo la copertura contributiva. Alcuni contratti collettivi, soprattutto nel pubblico impiego, possono riconoscere una retribuzione totale o parziale per un certo numero di giorni.

 

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