L’IA sta trasformando le attività
L’IA sta trasformando le attività più rapidamente delle professioni: cosa significa per la Svizzera
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July 30, 2026 - 12:00 AM
Una domanda domina spesso il dibattito sull’intelligenza artificiale: quali posti di lavoro scompariranno?
Le notizie su neolaureati o professionisti che faticano a trovare lavoro, insieme a temi come automazione, agenti AI e riduzione del personale, alimentano il dibattito pubblico. Da qui nasce facilmente l’idea che l’intelligenza artificiale sostituirà soprattutto i lavoratori.
Il nuovo studio del Gruppo Adecco, On the Threshold: AI, the Future of Work and the Rise of Hybrid Labor Markets, giunge però a una conclusione diversa. I dati attualmente disponibili indicano che l’IA sta trasformando soprattutto le attività all’interno delle professioni esistenti, senza sostituire intere professioni. Nei Paesi OCSE, occupazione e salari rimangono finora relativamente stabili.
Lo studio del Gruppo Adecco contestualizza il dibattito attuale sull’IA
Lo studio analizza gli effetti dell’IA sui mercati del lavoro e li confronta con precedenti trasformazioni tecnologiche, come l’elettrificazione e la digitalizzazione.Molte attività possono oggi essere svolte più rapidamente o parzialmente automatizzate grazie all’IA, ad esempio la ricerca di informazioni, il lavoro amministrativo, la documentazione o l’analisi dei dati. Altre attività continuano invece a richiedere competenze umane quali capacità di giudizio, comunicazione, creatività, assunzione di responsabilità e gestione di situazioni complesse.
Di conseguenza, non si osserva finora un calo generalizzato dell’occupazione. Nei Paesi OCSE i livelli occupazionali rimangono vicini ai massimi storici, mentre emergono nuove attività professionali e nuovi ruoli legati all’utilizzo dell’IA.
Il mercato del lavoro svizzero mostra una dinamica simile
Anche in Svizzera emerge un quadro analogo. Sebbene molte aziende mantengano un approccio prudente alle assunzioni a causa delle incertezze economiche, secondo l’Adecco Group Swiss Job Market Index il numero di posti vacanti nel secondo trimestre del 2026 è rimasto pressoché stabile rispetto all’anno precedente. Allo stesso tempo, le diverse professioni seguono andamenti molto differenti.La domanda rimane particolarmente elevata nei settori della sanità, dell’artigianato e dell’industria, nonché nelle professioni amministrative e informatiche. Al contrario, si registrano cali nelle professioni scientifiche, commerciali ed economiche.
I dati del Job Index confermano quindi quanto emerge dal whitepaper: le aziende continuano a cercare talenti, ma i requisiti richiesti evolvono a seconda del settore e della professione.
Martin Meyer, VP Operations Adecco Svizzera, commenta:
«Molte aziende si trovano ancora nelle fasi iniziali della propria trasformazione legata all’IA. Di conseguenza, anche i profili di competenze stanno evolvendo. In molti casi non è ancora chiaro quali capacità aggiuntive saranno richieste in futuro. Una cosa però è già evidente: saranno sempre più richieste persone capaci di comprendere gli sviluppi tecnologici, utilizzare efficacemente nuovi strumenti e continuare ad aggiornare le proprie competenze.»
La carenza di personale qualificato persiste nonostante l’IA
A prima vista può sembrare una contraddizione. Se l’IA diventa sempre più potente, perché continua a esserci carenza di personale qualificato?Un capitolo centrale del whitepaper affronta proprio questo tema. Gli autori sostengono che molti Paesi industrializzati nei prossimi anni dovranno far fronte più a una carenza di lavoratori qualificati che a una carenza di lavoro. L’invecchiamento della popolazione e la diminuzione della forza lavoro aumentano la pressione sulle aziende affinché migliorino la produttività e utilizzino le risorse disponibili in modo più efficiente.
In questo contesto, l’IA viene spesso utilizzata non per sostituire completamente le persone, ma per ridurre i colli di bottiglia, automatizzare attività ripetitive e alleggerire il carico di lavoro.
Questa dinamica è particolarmente evidente nei settori sanitario, tecnico e industriale. I dati del Swiss Job Market Index mostrano che la domanda di personale in questi ambiti rimane sostenuta nonostante l’incertezza economica.
Dalla competizione per i posti di lavoro alla competizione per le competenze
Un altro risultato dello studio è particolarmente rilevante per le aziende svizzere: il principale ostacolo non è spesso la tecnologia in sé.Le soluzioni di IA avanzate sono ormai ampiamente disponibili. La vera sfida consiste nell’integrarle con successo nei processi e nelle modalità di lavoro esistenti. Di conseguenza, l’attenzione si sposta sulle competenze che saranno necessarie in futuro.
Secondo lo studio, pensiero analitico, capacità di risolvere problemi, comunicazione, apprendimento continuo e utilizzo efficace delle nuove tecnologie continueranno a essere fondamentali. Le competenze digitali acquistano sempre più importanza, senza però ridurre il valore delle capacità umane.
Per le aziende diventa quindi essenziale preparare i collaboratori alle nuove esigenze e svilupparne continuamente le competenze. Sarà proprio questo a determinare chi riuscirà a sfruttare appieno le opportunità di produttività offerte dall’IA nei prossimi anni.
Scopri il nuovo studio sull’IA del Gruppo Adecco: Rise of hybrid labor markets
Consulta l’ultimo Adecco Group Swiss Job Market Index Job Index T2 2026
